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Coltivare la speranza e l’ottimismo

Come narra la leggenda, Pandora ricevette in dono da Zeus un vaso misterioso. Sebbene fosse stata ammonita di non aprirlo mai, un giorno, sopraffatta dalla curiosità e dalla tentazione, Pandora sollevò il coperchio per guardarvi dentro e così facendo liberò all’esterno le grandi piaghe che affliggono il mondo: malattia, vecchiaia, gelosia, turbamenti. Sul fondo del vaso rimase l’unico antidoto in grado di aiutare l’uomo ad affrontare i problemi e le sofferenze, questo antidoto è la speranza.

La nostra mente è  una macchina costantemente impegnata ad anticipare gli avvenimenti futuri, a costruire scenari potenziali allo scopo di prepararci ad affrontare la realtà. Ovviamente nessuno ha la possibilità di predire che cosa accadrà in futuro e noi non facciamo altro che anticipare il futuro a partire dalla nostra esperienza passata e dalle nostre credenze sul funzionamento del mondo. Ma, pur sapendo ciò, noi tendiamo ad aderire fortemente agli scenari che immaginiamo e di conseguenza a modificare il nostro comportamento in funzione di ciò che ci aspettiamo dal futuro. Pertanto il modo in cui anticipiamo il futuro influenza direttamente il nostro stato emotivo e il nostro comportamento presente.

Che cos’è l’ottimismo

I concetti di ottimismo e di pessimismo descrivono il modo in cui anticipiamo il futuro, il tipo di scenari che abbiamo la tendenza a immaginare. Essere ottimista, come pure essere inclini alla speranza, significa nutrire forti aspettative che, in generale, gli eventi della vita volgeranno al meglio nonostante i fallimenti e le frustrazioni. Ciò non significa coltivare illusioni e non vedere i problemi, cosa che potrebbe spingerci verso comportamenti pericolosi. L’ottimismo è utile quando è ancorato alla realtà: è una predisposizione psicologica ad affrontare in chiave di speranza anche le situazioni più difficili e fa appello alle risorse personali per trovare una soluzione ai problemi e migliorare le situazioni negative. Non si tratta di ignorare le difficoltà, ma di guardarle e cercare il modo di superarle positivamente, con la consapevolezza che talora può essere necessario rinunciare a certe aspirazioni irraggiungibili. Essere ottimisti ci dispone positivamente nei confronti della vita.

Essere ottimisti presenta molteplici benefici:

  • favorisce la salute mentale e fisica
  • previene ansia e depressione
  • migliora le relazioni
  • aumenta l’autostima e la fiducia nelle proprie possibilità
  • rende perseveranti
  • migliora la performance

L’ottimismo si può apprendere

Nonostante l’innegabile influenza della predisposizione temperamentale e dell’ambiente di riferimento, l’ottimismo si può in gran parte coltivare. Vediamo alcune strategie che possono aiutare a diventare più ottimisti:

Accettare la realtà: essere realisti è il primo passo da compiere per coltivare un ottimismo utile. Bisogna accettare che esistono dei problemi definitivamente o temporaneamente impossibili da risolvere. Bisogna sapersi confrontare con le emozioni negative, senza negarle ma senza nemmeno ingigantirle.

Evitare di generalizzare e di darsi sempre la colpa: riuscire a circoscrivere a situazioni specifiche gli eventi negativi e riconoscere, oltre alle proprie responsabilità, anche le cause esterne dei problemi consente di mantenere viva la fiducia nelle proprie possibilità.

Adattarsi alle situazioni: essere flessibili consente di aprirsi a nuove soluzioni, escogitare con creatività modi diversi per raggiungere i propri obiettivi o modificarli se diventano impossibili.

Puntare sulle risorse: mobilizzare le abilità e le risorse consente di distogliere l’attenzione dal limite (il problema) e concentrarsi sulle potenzialità e sulle abilità che possono essere potenziate nonostante le limitazioni.

Costruire circoli virtuosi: riconoscere gli obiettivi, anche piccoli, raggiunti rafforza la sensazione di auto-efficacia e aumenta la disponibilità a correre dei rischi e tentare imprese sempre più difficili. Superare queste difficoltà aumenta a sua volta il senso di auto-efficacia.

Avere sempre voglia di imparare: scegliere di vivere gli avvenimenti positivi, così come le difficoltà e gli ostacoli come insegnamenti di vita consente di utilizzare ogni esperienza come occasione di crescita e di miglioramento.

Essere ottimisti non significa dire sempre che tutto va bene, ma riconoscere che potrà andare meglio e focalizzarsi su ciò che dipende effettivamente da noi e su ciò che possiamo fare concretamente per migliorare le situazioni. Sviluppare la capacità di affrontare le inevitabili difficoltà della vita con un atteggiamento ottimista, realistico e non ingenuo, è un’importante risorsa che favorisce il benessere  dell’individuo: inteso come massima realizzazione delle proprie potenzialità e della propria natura.